PAGINA d’APERTURA
      

        Pubblicazioni

1 Governo Unitario Perenne

2 La Vera Democrazia

3 Giustizia Equa

4 Religioni e Unità

5 Scuola e Riforma

6 Codice Stradale

7 Calendario Solare invariabile

8 Sanità e Etica

9 Direzione di Enti e Società

10 Riflessioni varie

11 Poesie - Strofette

12 Vero e Puro Amore

13 Proposte attuative Democrazia

14 Pubblicità propria

         Autore: Bruno Giuseppe Fioravanti        E-mail > bgfioravanti@tiscali.it         
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LA  PIÙ  SPLENDIDA

 

AVVENTURA

 

 

IL  VERO  E  PURO  AMORE

 

 

 

(breve storiella sceneggiata)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ovale: \  ©
 


Autore

Bruno Giuseppe Fioravanti

 

 

 

 

Riflessioni  e  nota  personale 

 

-Tutti ci lamentiamo per i mali causati dall’egoismo umano, e tutti abbiamo due potentissimi mezzi per combatterli e ridurli al minimo; “il compiere i nostri doveri secondo le regole dell’onestà, del rispetto, della verità e della giustizia, e il contrastare i malfattori come meglio possiamo”, ma quasi tutti pretendiamo che siano gli altri a farlo mentre noi facciamo sempre ciò che più ci conviene o ci soddisfa – e allora !? -

 

-Come alla fine di ogni viaggio si lascia tutto e ci restano solo i ricordi piacevoli e/o spiacevoli la cui memoria ci darà gioia o dispiacere, così al termine della vita lasceremo tutto e porteremo con noi solo i ricordi di ciò che abbiamo fatto o non fatto di positivo e negativo in parole, opere e omissioni, e saremo giudicati secondo le nostre inclinazioni, doti e insegnamenti ricevuti, quindi ci sarà attribuito un premio, una punizione o una condanna a secondo i meriti e demeriti accumulati. Considerando, pertanto, che in quel luogo non vi possono essere assolutamente i nostri trucchi (prescrizioni, sanatorie, condoni e similari) ci conviene sicuramente agire con rispetto e amore, e come prescritto da religione, leggi e buone usanze.

 

Che ci attende, poi, un’altra vita dopo la morte si deduce anche dal semplice ragionamento logico, in quanto, se così non fosse, la vita dell’uomo non avrebbe senso e se essa non avesse dovuto avere alcun senso ci sarebbero state attribuite solo doti simili a quelle degli animali, né avremmo avuto alcun profeta e fatto o evento misterioso.

 

Qualche volta ricordati di queste cose, specie quando ti senti abbattuto e sfiduciato o troppo sicuro di te.

 

 

 

 

(L’autore, prima di andare in pensione, ha lavorato per 47 anni - 41 riconosciuti e pagati 40 -  47 anni con lavori alterni, di cui 35 nello Stato in luoghi e ambienti diversi, ma ovunque facendo costantemente in pieno il proprio dovere e sempre nell’interesse dell’utente e del datore di lavoro, pensando che da questi era pagato per quello, onorandosi di ciò e biasimando apertamente il comportamento opposto - Inoltre ha sempre cercato e cerca di rendersi utile anche agli altri come crede e può).

 


 

 

Pubblicazioni  dello  stesso  autore

 

Titolo e nòcciolo del contenuto

 

1)      Governo Neutro Perenne Sempre Nuovo > Vera Democrazia - (può nascere solo da: -Sezioni comunali sempre attive -Elezioni circoscritte a Sezioni e Consigli -Liste con tutti gli aventi diritto -Elezioni a eliminatoria in tre turni - Voto Pro e/o Contro -Rinnovo annuale di un terzo di Deputati -Fuori dai Partiti e da ideologie);

2)      Scopriamo-Impariamo La Vera Democrazia - (formula di vera democrazia neutrale ed equa);

3)      Giustizia -Legge -Magistrati - (ipotesi innovative: attivazione d’ufficio, gratuità, rapidità, corresponsabilità);

4)      Religioni Unità e Governo Civile - (insegnamento pratico dell’amministrazione della cosa pubblica e dell’educazione morale e civile);

5)      Scuola e Riforma - Attestati Integrali - (titoli di studio completi di tutte le materie con voti specifici e cumulativi differenziati -mai più esami -mai più concorsi);

6)      Il Maxi Errore nel Codice Stradale - (l’attuale codice è costituito con le due norme fondamentali in contrasto tra loro e ciò determina intasamenti e favorisce incidenti - molti segnali sono incoerenti);

7)      Calendario Solare Invariabile - (i giorni dell’anno, del mese e della settimana coincidono sempre, perciò calendari e agende potranno essere perenni);

8)      Sanità e Etica - (diritti del paziente e affini);

9)      Sistema Operativo per Enti e Società - (il solo sistema direzionale gestionale che può garantire dignità, giustizia e serenità negli ambienti di lavoro e sociali);

10)   Riflessioni varie - (brevi riflessioni di un anziano in pensione);

11)   Poesie, Strofette e Preghiere;

12)   Il Vero e Puro Amore - (breve storiella sceneggiata).

 

Puoi trovare il tutto nel sito web www.uomonuovo.eu

 

 


 


 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

M a s s i m a

 

   La serenità e la gioia possiamo trovarle solo dentro noi stessi, ma dobbiamo cercarle nella semplicità e nell’amore verso tutti e tutto e nella giustizia, e pur tendendo a migliorarci e al raggiungimento delle nostre aspirazioni, dobbiamo saperci contentare di tutto: di come siamo, di quel che abbiamo e di quel che facciamo, altrimenti saremo sempre  inquieti e insoddisfatti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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LA  PIÙ  SPLENDIDA

 

AVVENTURA

 

 

IL VERO E PURO AMORE

 

 

 

(breve storiella sceneggiata)

 

 

Ovale: diritti: rispetto 
giustizia solidarietà
uomonuovo

doveri: onestà 
impegno coerenza

 

 

 

 

 


 

Autore

Bruno Giuseppe Fioravanti


 

Dedicata al Dio dell’Amore

(Il Dio dei Cristiani)

 

Il Vero e Puro Amore è scevro da qualsiasi scopo e interesse materiale personale, e chi lo sente (lo prova, lo possiede) gioisce nel vedere la persona amata, in salute, libera, gioiosa e appagata, e a tal fine è disposto a qualsiasi sacrificio, anche a rinunciare alle proprie necessità, desideri, piaceri e istinti naturali, e, se necessario, giunge a dare anche la propria vita per essa.

 

Per fare un accostamento, il vero amore potrebbe somigliare molto, pur se diverso, a quello che un bravo genitore prova per i propri figli, ed essere, forse, anche più bello e appagante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(L’autore, prima di andare in pensione, ha lavorato per 47 anni - 41 riconosciuti e pagati 40 -  47 anni con lavori alterni, di cui 35 nello Stato in luoghi e ambienti diversi, ma ovunque facendo costantemente in pieno il proprio dovere e sempre nell’interesse dell’utente e del datore di lavoro, pensando che da questi era pagato per quello, onorandosi di ciò e biasimando apertamente il comportamento opposto - Inoltre ha sempre cercato e cerca di rendersi utile anche agli altri come crede e può).

 

 

 

(Regola della gioia - Semina e opera sempre il bene, con amore e giustizia, e, pur senza vederne i frutti, sarai contento d’averlo fatto).

 


 

Premessa

 

La storiella-commedia d’amore è ambientata al tempo dei cavalieri erranti e si sviluppa nell’incontro tra un Cavaliere di pace e una pulzella, nei pressi di una fonte, alla periferia di un paese.

 

Nella breve storiella, per il tempo ridotto, gli eventi si svolgono in poche decine di minuti, anziché in alcuni giorni, come dovrebbe avvenire, al punto da sembrare inverosimile; e certamente l’amore, anche se l’attrazione e la simpatia fossero istantanee, non dovrebbe mai evolvere in modo tanto repentino, disinvolto e imprudente, come quello qui immaginato e descritto.

 

 

 

 

 

 

Come potrebbe essere presentata la breve commedia

 

a)      letta da una persona, come intermezzo per passare 20 minuti di tempo - (disponendo solo di 10 minuti saltuari, potrebbe essere letta al medesimo pubblico, in due occasioni -prima parte -seconda parte) - similmente, disponendo di circa 30 o 15 minuti, potrebbe essere letta da 3 persone -Cavaliere -Fanciulla -Cronista tutto il resto;

b)       in apposita serata, invece (circa un’ora), potrebbe essere realizzata a mò di teatrino con tutti i personaggi - i 3 già citati più lo Scudiero e alcuni bambini (anche simulati), fonte e 2 cavalli figurati + 2 donne nella II^ parte; in questa però, subito dopo l’inizio, fare una parentesi di qualche minuto, per simulare il passar del tempo.

 

Dato, poi, che la rappresentazione risulta alquanto breve, sarebbe opportuno inserirvi un intermezzo di circa 15 minuti, leggendo alcune poesie, a tema, dello stesso autore o di altri.

 


Nota esplicativa delle lettere in grassetto che distinguono le parti:

 

-V - sta per Voce - la parte del Cronista;

-C - sta per la parte del Cavaliere;

-F - per quella della Fanciulla;

-S - per quella dello Scudiero -(spesso a 3/4 di voce finge di parlare al

       cavallo, mentre fanciulla e cavaliere fingono di non sentirlo) -

- (in corsivo, note indicative varie -alcune potrebbero essere anche lette

  dal Cronista)-

 

 

 

I n i z i o

 

 

V >    La più splendida e meravigliosa avventura

 

“IL  VERO  E  PURO  AMORE”

 

GIOVANETTA  E  CAVALIERE  DI  PACE

 

È un pomeriggio di Primavera quando, in prossimità di un paesino, un’avvenente fanciulla, in compagnia di 4/5 bambini, sta attingendo acqua in una fonte del paese, passano di là un giovin Cavaliere col suo Scudiero e si fermano per dissetarsi.

 

Il Cavaliere saluta in modo galante e scherzoso la fanciulla, che sta garbatamente al gioco, e per lo scambio, tra loro, di poche frasi e battute, subito nasce un’intesa ideale che genera tra i due una forte simpatia.

 

 

Ma vediamo - Giungono Scudiero e Cavaliere e avvicinandosi alla fonte salutano  -  prima lo Scudiero, che precede di alcuni metri, dicendo:

 

S > buenas tarde bella pupa -

 

(la fanciulla incerta per un saluto così confidenziale, ma, incoraggiata dalla

presenza dei bambini, risponde a tono) -

 

F > pur’anche a voi, ser man forte -

(dopo qualche attimo il Cavaliere) -

 

C > salve, bella fanciulla, potreste darmi voi da bere? –

 

F > salute a voi, giovin Cavaliere, certo che posso; sol che vi degnate

       bere alla mia brocca! -

 

C > certo e con piacere - sol che me la porgete -

 

(mentre lei va e viene, il Cavaliere resta colpito dalla sua belleza) -

 

F > pronto, ecco a voi Signore -

 

C > vedo il fiore più bello e più leggiadro ch’abbia mai veduto -

 

F > ditemi qual’è Signore? - a me sembran tutti semplici e comuni -

 

C > siete voi, dolce fanciulla, il vostro bel viso, il vostro figurino -

 

(la fanciulla arrossisce, ma sorpresa e titubante) -

 

F > voi lo dite sol per complimento, mio Signore -

 

C > no - non ho motivo, è solo quel che vedo e penso - la pura verità! -

 

F > perché mai Signore, con tali lusinghe, confondermi volete? -

 

S > amico cavallo, ecco ch’abbiamo già trovata la contesa! -

 

C > lusingarti; perché dovrei – sincero sono, e dalla tua bellezza,

       affascinato sono - le tue sembianze angeliche m’appaiono -

 

(imbarazzata, la fanciulla, dopo qualche istante)-

 

F > strano però Signore, perché verso me, nessuno mai così s’espresse -

 

S > cavallo amico attento, la pulzella sveglia e lesta appare -

 

C > perdona madonna il mio osare, ma andiam di fretta e forse mai più ti

       rivedrò -

 

(sentendo ciò la fanciulla, e provando lei lo stessi,forzandosi) -

 

F > in tal caso Signore, perdonate il mio osare, però manch’io vidi mai

       giovin di sì gentile aspetto e prestante come Voi -

 

S > cavallo caro, meglio tirar freni pria d’urtare -

(il Cavaliere, sorpreso alquanto, incalza) -

 

C > qual’è il tuo nome e quale sto paese? … anzi no, non dirli, dovrai

       restare per me un dolcissimo ricordo senza identità -

 

F > perché così favella Vossignore, o scherzare con pulzelle vi diletta? –

 

C > no certo - come già detto sincero e veritiero sono - non desidero

       saperli per non esser tentato di tornare indietro -

 

(la fanciulla, pur titubante, osa ancora) -

 

F > onesto e coraggioso appare Vossignore - poss’io saper lo nome suo,

      donde viene e ove sia diretto? –

 

S > amico cavallo, attento alla risacca e mulinelli! -

 

C > sì, ma strano ti parrà perché da tanti siti vegno e vado in ogni dove -

       Sereno d’Alba son’io, e Cavalier di pace sono – anzi vi sono, per

       caso, contese in queste zone?

 

F > no, ser Cavaliere, questi son tranquilli siti - ma poss’io conoscer

      pure, cos’è che spinge o tira il suo vagare? -

 

C > dolce donzella difficilmente capirai, ma t’il dirò lo stesso - per

       contrade vò dicendo, di dignità, giustizia e amor - anzi, vuoi tu,

       su questi temi, dirmi il tuo parere? -

 

(la fanciulla, riflette qualche istante, poi) -

 

F > penso che de la vita sian le cose per cui viverla sol ne val la pena

- però, non coerente sembra Vossignore, o non è vero ciò che sta

dicendo o non è vero ciò ch’à detto verso me poc’anzi -

 

(meravigliato assai, il cavaliere) -

 

C > però! …… - la tua risposta sì sottile mi sorprende - in quanto a

       ciò ch’ò detto è tutto vero, ma l’amor di libertà mi priverebbe -

 

(curiosa, subito ribatte la fanciulla) -

 

F > allora amor non ha? … - non ha ancora conosciuto donna? -

 

S > caro cavallo allerta, sta pulzella è certo molto acuta e lesta!

 

(il cavaliere forse pensa “tante ne conobbi, ma si chiamavan tutte con lo

stesso nome,  ma  dice) -

 

C > come te nessuna; mai conobbi donna che così mi prese il core -

ma dimmi, verresti via con me? -

 

(sconcertata e turbata, ma forzandosi ancora, la fanciulla) –

 

F > starai scherzando, mio Signore!, ma, se quel che dici, davvero pensi

       e senti, rimani tu con me! –

 

S > cavallo amico, presto indietro, troppo ti spingesti avanti!

 

C > scherzare con l’amor non è buon senno - ciò ch’ò detto penso e

       sento, ma restar non posso, in ogni sito i miseri m’aspettano, vieni

       tu con me! -

 

(la ragazza, ormai sicura della serietà del Cavaliere) -

 

F > no, non verrei mai, ma se accettassi sono certa che tu non lo

      consentiresti -

 

(il cavaliere sempre più piacevolmente sorpreso) -

 

C > è vero; proprio così - e forse mai più incontrerò una come te, ma se

       un dì dovessi una compagna avere, vorrei fosse proprio come te -

 

(nel  mentre i due s’apprestano a partire) -

 

F > se fosse proprio vero ciò che dici, da me non ti dipartiresti,

       ma rimani almeno a cena sta facendo sera -

 

S > cavallo caro, attento qua complicarsi par la cosa più ch’assai!

 

C > no, meglio di no - malasorte portarti sol potrei -

 

F > però, puoi sempre pernottare alla locanda del paese!

 

S > ser cavallo andiamo, far frittata qua è fuori luogo e presto!

 

C > no, pria di sera, giunger debbo al prossimo villaggio, ma sempre nel

       mio cuor ti porterò -

 

F > la stessa cosa anch’io sento per te, ma non andare - resta qui con me,

       fermati a questo bel paese -

 

C > no proprio non posso, rinunciare al mio proposito non voglio;

       addio, stupendo fiore, ti desidero sol perché di te tutto m’attrae,

       addio …, addio!

 

S > ser cavallo amico, scoprir le carte tutte non è certo senno -

 

(mentre s’allontanano, la fanciulla sbracciando) –

 

F > la stessa cosa anch’io provo per te, ma rimani ancora un po’ …

       addio…, addio…, torna…, addio… -

 

S > ser cavaliere, di certo la pulzella, fu incanto, acuta, aperta e sveglia -

 

C > si, proprio cosi, e certo mai più la scorderò!

 

S > ti credo, una pulzella come questa mai l’ò vista!

 

V > Mentre s’allontanano, dopo un centinaio di metri, il Cavaliere si volta per salutare ancora e nota che la giovane muove incerti passi verso lui; egli osserva, si ferma, esita e sente dover fare altrettanto, scende da cavallo e muove verso Lei, finché d'ambedue i passi diventano più snelli, portandoli a ritrovarsi l’uno all’altra stretti, in un tenero e dolcissimo abbraccio, e provano così quell’unica, stupenda e sublime sensazione che può esser data solo dalla più splendida e meravigliosa avventura: "il vero e puro amore".

 

 

La commedia, a questo punto, termina lasciando immaginare a ognuno la conclusione che più gradisce.

 

 

 

(Per l’autore, il Cavaliere dopo l’abbraccio se ne va definitivamente perché, secondo lui, un vero cavaliere non rinuncerebbe certo alla propria missione, per motivi d’interessi personali, anche se trattasi del Vero e puro Amore).

 

F i n e

 

Roma, 1978

 


 

All’Innamorata

(alla fanciulla ideale)

 

Bella più d’un fiore

tu m’ài preso il core

 

aria esser vorrei

per te avviluppare

 

esser vorrei farfalla

per su te posare

 

gocce vorrei fossimo

per insieme unirci

 

e nel fiume andare

della vita al mare.

 

15.02.02

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


La dolce metà

 

La metà nostra sempre noi cerchiamo

ma come ricercarla non sappiamo

difficile veder la metà giusta

essa è troppo simile a noi stessi

ciò che ci manca invece sempre attrae

ma esso è la metà di qualcun’altro

 

le appariscenti cose noi notiamo

la bellezza molto ammaliatrice

l’interesse è sempre tentatore

il sesso è na chimera ingannatrice

le cose che abbiamo e non notiamo

son esse la metà di cui manchiamo.

 

05.03.05

 

 

 

L’Amore duraturo

(per le giovanissime)

 

Io t’ò guardato e tu m’ài vista

dolce incanto è stato a prima vista

 

tu sai che t’amo ed io so che m’ami

com’è bello tacitamente amarsi

 

lo star vicino a te senza toccarci

è più bello che in braccio a papà mio

 

spero l’incanto tu non rompa mai

e amore si consolidi nel tempo

 

                   maturando così per molto tempo (fino alle nozze)

poi certo durerà fino all’eterno.

 

08.10.04

 


S O R P R E S A !

 

Breve seconda parte aggiunta dopo circa 20 anni.

 

In caso di teatrino, crescono altre due figure: - A > la prima donna

      - B > la seconda donna.

 

I n i z i o

 

V >    La più splendida e meravigliosa avventura

 

“IL  VERO  E  PURO  AMORE”

 

GIOVANETTA  E  CAVALIERE  DI  PACE

 

II^  Parte  - (aggiunta dopo circa 20 anni)

 

Questa 2^ parte non fu scritta inizialmente perché non era nell’intento dell’autore concepire la storiella in questo modo; egli poi, in seguito, forse non pienamente soddisfatto di come l’aveva fatta terminare (in sospeso), o solo perché gli è venuto in mente un prosieguo, per lui più accettabile, che sembra salvare capra e cavoli (onore del Cavaliere e storia d’amore), dopo circa 20 anni l’ha rivisitata terminandola in modo più definito, ma pare non sappia neanche lui quale preferire tra le due - comunque sia, giudicherete voi.

 

 

Passiamo quindi alla storiella; se ben ricordiamo essa terminava col dolce e tenero abbraccio, lasciando immaginare a ognuno la conclusione più gradita.

 

Tornando, allora, a quel preciso momento, cioè al punto in cui i due, teneramente abbracciati, estasiati, reciprocamente si beano; dopo breve lasso di tempo, il Cavaliere viene richiamato dal nitrito del suo cavallo e dalla voce dello Scudiero che dice:

 

S > ser Cavaliere, tanta missione non può perire qua!

 

V > a quel punto il cavaliere, molla l’abbraccio, prende le mani della fanciulla, le bacia, poi bacia il proprio indice, glielo poggia delicatamente sulle labbra, e parte definitivamente dicendo:

C > addio, stupendo fiore; può darsi che un lontano giorno

       tornerò, ma fossi in te certo non ci conterei -

 

(mentre il Cavaliere si diparte la fanciulla) -

 

F > t’aspetterò, sarai sempre il benvenuto - addio, addio, mi chiamo

       Alba e Sereno sto paese, e tu? -

 

C > t’el già dissi - Sereno son’io e di Alba sono - addio…, addio…! -

 

F > torna - torna - Alba aspetterà sempre Sereno – torna… - torna… -

 

S > campa cavallo campa, che prima o poi lo rivedrai!

 

                (raggiunto lo Scudiero)

 

C > inatteso e forte incontro è stato, segnato son rimasto assai. -

 

S > ti credo certo, mai ho veduta una pulzella così bella, scaltra e pura!

 

 

(In caso di teatrino breve stacco per cambio scena e simulare il passar del tempo)-

 

V > Trascorre, quindi, un periodo di circa 20 anni; tempo che il Cavaliere dedica a risolvere innumerevoli contese dalla parte dei più deboli e oppressi, passando di paese in paese e di Regione in Regione.

 

Quando capitò, però, un brutto giorno in cui, mentre il Cavaliere e il suo Scudiero stavano rinfrescandosi in un bosco vicino a una sorgente, furono assaliti a tradimento da 6-7 scagnozzi assoldati, per ucciderli, da un malfamato Signorotto che non era rimasto soddisfatto del trattamento del Cavaliere, e nello scontro ebbero la peggio riportando ambedue gravi ferite, e si salvarono solo grazie ad un gruppo di frati che, in quel mentre, si trovavano a passare di là.

 

I frati visto, poi, le loro gravi condizioni, se li portarono in convento e li curarono facendo tutto il possibile, ma ciò nonostante lo Scudiero dopo alcuni giorni morì e il Cavaliere, pur guarendo, una volta rimessosi in forze dové costatare, suo malgrado, che, a causa delle profonde ferite riportate, aveva perduto circa i 3/4 di potenza del suo braccio più forte; quindi, perduto lo Scudiero e così menomato, con suo forte rammarico, non gli restava che rinunciare alla missione, in quanto essa, per essere svolta, richiedeva anche condizioni fisiche eccellenti.

A quel punto, il Cavaliere, che non aveva mai dimenticata la dolce fanciulla vista alla fonte del villaggio Sereno, col vago desiderio di rivederla, prima di tornare alla propria città, decise di passare per quel paese.

 

Partì, quindi senza tante speranze, e si diresse verso quel paese, ove giunse affaticato e stanco in un tardo pomeriggio, dopo circa tre settimane di viaggio e qualche peripezia.

 

Il Cavaliere, però, onde evitare eventuali situazioni imbarazzanti per la pulzella-donna, ormai probabilmente sposata e con figli, pensò di cercare, su di essa, notizie in segreto e perciò, nell’avvicinarsi al paese, per non essere riconosciuto, si camuffò alla meglio, coprendosi il capo col cappuccio (la barba già incolta) e si diresse alla fonte del bell’incontro per dissetarsi, e perché nei pressi delle fonti era molto probabile incontrarvi qualcuno da cui avere delle informazioni.

 

Nei pressi di quella fonte intanto, vi erano dei bambini che giocavano e tre mature dame che, sedute su grossi tronchi d’olmo, sferruzzavano le maglie e andavano parlando dei tempi della gioventù e relativi amori dicendo:

 

A > ricordate il tempo della giovinezza quand’esser corteggiate il volto

       avvampa e il cor forte battea? –

 

B > bei tempi quelli, e chi potrà scordarli! Peccato che troppo presto e

       svelti son passati –

 

A > già, ma per Alba andata così non è - Lei la più corteggiata e per più

       tempo è stata –

 

B > per forza, essa ha fatto la preziosa sempre, giacché a nessuno mai

       udienza ha dato - ma ora è sola! –

 

Alba > a no! - non facevo la preziosa certo, tutti sapete del Cavalier che

       qui mi prese il core –

 

A > si ben lo sappiamo, spesso vieni qui sperando di vederlo ancora –

 

B > pure per questo sei corteggiata ancora, ma tacciamo giunger sembra

       un forestiero –

 

                (ad Alba, al sentire “forestiero”, s’apre il core)

V > Arriva un cavaliere (il Sereno) che, nell’avvicinarsi alla fonte, saluta a mezza voce e senza esporsi; saluto cui le donne rispondono all’unisono.

 

E il Cavaliere, mentre abbevera il cavallo e si disseta, sbircia le tre donne, e nota d’essere guardato da una di esse che gli sembra somigliare molto alla fanciulla di vent’anni addietro, ma, per quanto anzi detto, dà tempo al tempo attendendo di venire a conoscenza di cose esatte e chiare.

 

A tale fine le altre due donne furono determinanti, perché dopo pochi minuti dal suo arrivo, come detto era già tardi, si alzarono, presero le brocche, s’avvicinarono alla fonte e, mentre le riempivano, una di loro rivolta ai bambini disse:

 

A > bambini smettete, su preparatevi ch’è ora d’andare -

 

V > e l’altra rivolta all’amica che continuava a sferruzzare, e forse

       proprio per metterne al corrente il Cavaliere, dice:

 

B > Alba vieni anche tu, andiamo, e ormai finiscila d’aspettare, pensa

       piuttosto a sceglierti un buon partito tra i tuoi pretendenti, tanto il

       tuo bel Cavaliere non tornerà mai più, tra le tante, belle e ricche

       dame che ha incontrato, si è sicuramente sposato e sistemato, e non

       starà certo a pensare più a te, che non sei nulla! -

 

V > a quel punto, Alba si alza, va alla fonte e, trovandosi a pochi passi dal Cavaliere, mentre riempie la brocca, sia pure con discrezione, cerca di osservarlo meglio, perché le era sembrato all’incirca della statura e dell’età del suo Sereno.

 

A quel punto il Cavaliere, senza più indugiare, lasciato scivolare il cappuccio sulle spalle, Le rivolge apertamente parola dicendo:

 

C > salve bella fanciulla, potreste darmi voi da bere? -

 

(ed ella, traboccante di gioia) -

 

F > salute a voi giovin Cavaliere, certo che posso, sol che vi degnate

      bere alla mia brocca! -

 

V > così i due, subito riconosciutisi e certi d’essere ambedue ancora come 20 anni addietro, fanno quei pochi passi e si ritrovano l’uno all’altra stretti in un emozionante, gioioso e forte abbraccio, riprovando così, per la seconda volta, ma decuplicata, quella stupenda e sublime sensazione che può esser data, una sola volta, dalla più splendida e meravigliosa avventura "il vero e puro amore".

 

Tutto ciò, tra l’incredulità e la festante e gioiosa meraviglia delle amiche e dei ragazzi, che avevano già capito tutto, perché come detto, in paese, tutti sapevano della vecchia storiella, alla fonte, tra Alba e il Cavaliere di pace.

 

Da lì a qualche mese, dopo molti ed eccezionali preparativi, fu celebrato il matrimonio tra Alba e il Cavaliere, e, per la circostanza, fu fatta una settimana di festeggiamenti, con tornei cavallereschi, giostre e quant’altro; festa a cui furono coinvolti e parteciparono gli abitanti di tutto il paese e dei paesi vicini, oltre a una numerosa e folta rappresentanza di parenti, amici e concittadini dello sposo.

 

Per la circostanza, tra i maggiorenti delle due città “Alba e Sereno” fu proposto e approvato, all’unanimità, il gemellaggio tra i due territori, e allo sposo, personaggio di tanta levatura, fu concessa la cittadinanza onoraria con consegna delle chiavi della città -Sereno.

 

Sette settimane dopo, festeggiamenti simili ai primi e molto più fastosi, furono ripetuti nel paese dello sposo, e alla sposa furono tributati onori e omaggi degni di una principessa.

 

E i due vissero insieme, a lungo, felici e contenti.

 

F i n e

 

Roma, 1998

 

 


 
Indice

 

1    Titolo

2    Dedica

3    Premessa

4    Primo  Tempo

9    Poesia        “Alla Fanciulla Ideale”

10  Poesie        “La dolce metà”           “L’Amore duraturo”

11  Secondo  Tempo

16  Indice e Note

 

 

 

 

Note  finali

 

E’ vietato riprodurre il contenuto del presente libretto, in qualsiasi forma, a scopo di lucro o brevetto; se ne consente però la divulgazione a scopo culturale, anche in altre lingue, a condizione che la riproduzione o traduzione aderisca perfettamente all’originale e ne dichiari la fonte di provenienza.

 

Roma, 15.12.99 - E. C.

 

 

 

 

 

Realizzato in proprio - Fioravanti Bruno Giuseppe -

 

AI SENSI DEL D.P.R. 445 DEL 28.12.2000 ART. 19/19BIS

DICHIARO CHE LA PRESENTE COPIA/FOTO E’ CONFORME

ALL’ORIGINALE IN MIO POSSESSO.

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Stampato il 24.05.2012 - su 16 pagine